Film in lingua originale: The Help. (import. da sneakapeakblog)

Tratto dall’omonimo best-seller della scrittrice Kathryn Stockett, adattato e diretto da Tate Taylor, The help (2011) racconta i temi del razzismo e l’ipocrisia delle famiglie perbene degli Stati Uniti del sud, a Jackson, una cittadina del Mississippi, negli anni ‘60.  

Il film ha 4 candidature agli Oscar, 5 ai BAFTA e ai Golden Globes (una vinta da Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista), 3 premi ai Critics’ Choice Movie Awards (Viola Davis – miglior attrice protagonista, Octavia Spencer – miglior attrice non protagonista, Miglior Cast), il premio come miglior film agli AFI Awards, e infine, ma non meno importante, la statuetta The actor, conferita dagli Screen Actors Guild Awards a Viola Davis, come miglior attrice protagonista, e al cast.

Eugenia, o Skeeter, Phelan (Emma Stone), appena laureata, decide di tornare a casa per occuparsi della madre, che non gode di ottima salute, e della sua carriera di scrittrice. Riesce a trovare lavoro nella rubrica di un giornale locale, e tra un incontro di bridge, e un appuntamento al buio a vuoto, organizzato dalla sua amica Hilly (Bryce Dallas Howard), decide di chiedere aiuto ad Aibileen (Viola Davis) per il suo lavoro. Quest’ultima altri non è che la domestica di colore di Elizabeth Leefolt (Ahna O’Reilly), e ha come mansione principale, tra le tante altre, quella di occuparsi della figlioletta di Elizabeth, la piccola Mae Mobley. In un particolare momento del film, avremo modo di constatare quanto l’intera famiglia Leefolt dipenda da lei. In seguito, la collaborazione tra Skeeter e Aibileen evolverà in un progetto più ampio e più impegnativo. Dopo aver assistito ad una serie di discorsi e comportamenti eccentrici da parte di Hilly a svantaggio della domestica Minny (Octavia Spencer), Skeeter deciderà di raccogliere le testimonianze delle collaboratrici domestiche in un libro di interviste, per raccontare la loro condizione da un punto di vista considerato “alternativo” all’epoca, ma del tutto appropriato.  Inizialmente la sua proposta non riceve i consensi sperati, ma  la situazione si capovolgerà completamente quando gli effetti del razzismo diventeranno sempre più evidenti e meschini: a partire dalla richiesta di Hilly di far installare nelle case un bagno apposito per le domestiche (per non “prendere le loro malattie”), al licenziamento di Minny per aver usato il bagno della famiglia Holbrook, fino ad arrivare al culmine della violenza che sfocerà in un omicidio, il quale avrà come risultato quello di insinuare il desiderio di rivalsa negli altri collaboratori domestici attraverso la collaborazione al libro di Skeeter.

Non aggiungerò altro alla trama, perché altrimenti vi priverei delle sorprese tragicomiche e delle emozioni che potrete apprezzare al meglio guardando tutte le 2 ore del film che, vi assicuro, passeranno molto in fretta. The help sa assorbire lo spettatore e catapultarlo in un altro periodo, con la consapevolezza che “the good old days” non erano affatto “good”, e che l’ipocrisia è una costante di qualsiasi epoca.

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