4. Sulle relazioni interpersonali e i social network.

Riflettevo. Sì, rifletto spesso.

Oggi la tecnologia ci permette di sentire chiunque noi vogliamo con un gesto, cosa impensabile fino a trent’anni fa (telefono fisso a parte). Partendo da questo pensiero potremmo addirittura giungere alla seguente conclusione: le persone possono gestire con più facilità i loro rapporti interpersonali.
Quando si parla da una tastiera, o guardando uno schermo, forse. Ma nella realtà il faccia-a-faccia e la stessa idea del rapporto interpersonale, hanno subito un duro colpo.

Focalizziamo la nostra attenzione (sì, sto chiedendo anche a voi di riflettere) sulla generazione che ha subito in pieno la “rivoluzione informatica”, mi riferisco qui ai nati dalla metà degli anni ’80 in poi.
Io faccio parte di quel bel gruppo appena citato e sarò estremamente critica e autocritica. Quindi se qualcuno si sentirà offeso o colpito, è giusto che sappia che parlo anche di me stessa e critico anche la sottoscritta, e se siete molto sensibili, mi dispiace per voi, ma sto semplicemente facendo un’osservazione.

Da un punto di vista esterno ecco quello che appare ad un comune osservatore:

  1.  un gruppo di ragazzi/e (età media 20 anni) che esce la sera ha le dimensioni sempre più ridotte rispetto a un gruppo di ragazzi simile di 5 anni prima;
  2. i componenti del sopracitato gruppo passano molto tempo al telefono, mandando sms, collegandosi alla rete wi-fi disponibile più vicina, ecc;
  3. tra loro ci sono brevi ma frequenti momenti di silenzio in cui tutti (o quasi) svolgono l’attività del punto 2.

Queste sono le dinamiche osservate dall’esterno (ci tengo a ricordarvi che anche io faccio parte del gruppo di ragazzi di età media di 20 anni – 24 per me – e non sono immune alla tecnologia). Questa situazione si osserva da parecchi anni ormai, quindi non è esattamente una novità.

Con l’avvento dei social network, Facebook in particolare, è diventato immensamente più facile conoscere persone nuove, diverse, ed ancora più facile ELIMINARE persone dalla propria cerchia, quindi – ed ora vi sorprenderò! – passo ora ad esporre il cambiamento più eclatante delle dinamiche interpersonali.
La facilità con cui si eliminano gli “amici” da facebook mi ha fatto riflettere su un altro fatto: è sempre più raro trovare in un gruppo due o più amici di infanzia o di “vecchia data”. E non venitemi a dire “evidentemente non erano veri amici”. Ok, c’è anche quella possibilità, ma quale di loro non era il vero amico? Entrambi? Bene, sappiate che entrambi riterranno in eterno di essere veri amici e non sta a noi giudicare. E sapete perché?
Adesso è più facile “scaricare” le persone che il giorno prima hanno detto o fatto qualcosa che magari ha soltanto infastidito qualcuno della cerchia. Non si accettano più le critiche con un po’ di riflessione, non si discute più sulle offese subite con il diretto interessato, non si cerca più di vedere il lato positivo di un rapporto di amicizia durato fino a quel momento. Facebook (è il social network che conosco meglio) ci ha abituati a vedere il nostro profilo, al punto che anche nella vita reale cominciamo a comportarci come in una bacheca, ma spesso senza leggere gli altri commenti.  Non c’è più il sano dibattito, la discussione, e il giorno dopo “amici come prima”. No. O meglio, tutto ciò è molto raro.
Siamo talmente disabituati ad avere un sano rapporto di amicizia dall’infanzia – ormai la rivoluzione informatica ha colpito anche quella – che da grandi non sappiamo più relazionarci con il prossimo. Spesso quando si è insieme si parla di ciò che è accaduto nella realtà virtuale, e nella realtà virtuale si parla di quanto sarebbe bello uscire nella realtà tangibile e vedersi, ma contemporaneamente ci si riempie di informazioni ogni momento della giornata, ogni minuto, ogni attimo, rischiando così di far venire meno l’entusiasmo dell’incontro per raccontarsi le novità o gli avvenimenti.

In conclusione, è diventato immensamente più facile fare amicizia con persone diverse, ma è molto più difficile coltivare le vecchie. Vorrei poter uscire dalla dipendenza dei social network e del continuo flusso di informazioni personali altrui. Vorrei tornare indietro di 10 anni, quando il massimo della tecnologia era un telefono cellulare con i messaggi a pagamento che serviva solo per organizzarsi e uscire con gli amici, molto più spesso di quanto non si faccia ora, e raccontarsi ogni volta cose nuove: gioire insieme per la gioia degli amici, e rattristarsi insieme per i momenti tristi, vivere le loro situazioni attraverso le parole raccontate da voci amiche piuttosto che leggerle attraverso caratteri sterili e qualche emoticon.

Ma uscire dalla dipendenza del social network, quando tutti quelli che conosci ne fanno parte, ti rende un’isola senza collegamenti con un continente, un amico itinerante che spesso non fa parte di momenti importanti perché anche questi si stanno trasferendo tutti su un maledetto social network.

Society, you’re a crazy breed,
I hope you’re not angry
if I disagree.
Society, crazy indeed,
I hope you’re not lonely
without me.

Lascia un commento

Archiviato in riflessioni del momento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...