21. Gestalt

È possibile che quello che siamo sia solo la somma delle nostre passioni e dei nostri tormenti? Se un giorno ci svegliassimo apatici e asettici; se quel giorno dovessimo incontrare una persona e cercare di dialogare; se quello stesso giorno i nostri sensi fossero perennemente addormentati; se quell’esatto giorno tutto quello che riuscissimo a fare fosse ascoltare senza dare un’opinione, cosa saremmo all’occhio del nostro interlocutore?
Forse gli sembreremmo dei contenitori vuoti, e forse noi avremmo la stessa impressione.
Immaginate se quel giorno tutto ciò di cui fossimo sicuri fosse la respirazione e l’affetto che proviamo verso gli altri. Un ottima base per un essere umano, ma con un contorno un po’ scarso.

Mi chiedo, non è possibile che ci sia di più? Non è possibile che siamo più della somma delle nostre passioni e dei nostri tormenti? E non è possibile, sempre in via ipotetica, che qualcosa ci resti dentro anche quando quelle passioni vengono a mancare?

Non è possibile che siamo sempre noi?

Per adesso no, non sembra possibile.

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